In punta di piedi in giardino: Olga’s Flower Farm

Per la prima intervista della serie in punta di piedi ho il piacere di portarvi in un vivaio italiano che, assieme ad altri, sta diffondendo anche nel nostro Paese la filosofia Slow Flowers. Siamo diventati consumatori consapevoli per quanto riguarda il cibo, ma in molti non sappiamo dove e come vengono coltivati i fiori che abbelliscono le nostre stanze.

Ciao Olga, grazie per la tua disponibilità a raccontarci la tua avventura. Tu nasci in una famiglia di vivaisti, com’è stato crescere in mezzo al verde a alla cura delle piante? Cosa ti ha insegnato?

Crescere in una famiglia di vivaisti, essere immersa nella bellezza della natura, conoscerne e seguirne i ritmi sin da piccola è stato un privilegio di cui ho goduto anche quando in passato ho fatto scelte lavorative diverse che nulla avevano a che fare con l’agricoltura. Si può dire che questo imprinting l’ho portato sempre con me per poi decidere a un certo punto che il richiamo alle origini era troppo forte ed eccomi qui. 

Come è maturata la decisione di aggiungere la flower farm all’azienda?
L’idea della flower farm nasce tre anni fa  osservando il rituale che si ripete puntuale  ogni primavera: la “narcisata” in vivaio ovvero la raccolta dei narcisi che crescono indisturbati da più di 80 anni in una striscia al limitare del bosco. Ecco perché nel mio logo ho voluto disegnare un narciso, lo considero il fiore da cui è partito tutto. Adesso, tre anni dopo, a quei narcisi se ne sono aggiunti molti di più e in queste settimane ne  raccoglieremo quasi 7000.

Il tuo è un mestiere bellissimo ma complicato, ogni pianta ha le sue esigenze, la stagione è soggetta al clima, come vivi le sfide del tuo lavoro?

Mi ha aiutata molto essere cresciuta in questo ambiente  dove si sa che il meteo gioca un ruolo fondamentale, può essere il nostro miglior alleato o il nostro peggior nemico. Basta una grandinata per vedere triturato il frutto di mesi di lavoro e passione. O una gelata tardiva. Fa parte del nostro lavoro e prima ti abitui e meglio ci convivi.  Ma ammetto che non vivo serenamente le giornate di vento, come quella di oggi! Per quanto riguarda invece le differenti esigenze che possono avere le piante  è qualcosa che mi appassiona, dipende da me riuscire a coltivarle con successo e quindi la vedo come una sfida. 

Ci spieghi la filosofia “slow flowers” e perché dovremmo tutti comprare solo fiori locali e stagionali?

La filosofia slow flowers e  i fiori di stagione e a km0 sono ai giorni nostri quelli che la verdura e la frutta bio furono negli anni ‘80. In un contesto ambientale e climatico come quello che stiamo vivendo non è più sostenibile  che i fiori venduti a Milano, Londra o Parigi provengano da serre e coltivazioni intensive in Kenia o in Ecuador. Si stima che più del 70% dei fiori commercializzati in Italia siano d’importazione.  I fiori coltivati in loco favoriscono l’economia locale, spesso si tratta di aziende al femminile in cui si concentrano speranze e rinascite. Si utilizzano tecniche di coltivazione rispettuose dell’uomo e dell’ambiente senza pesticidi. Si favoriscono gli insetti impollinatori soprattutto le api e i bombi. I fiori a km 0 a parità di altre condizioni inoltre durano di più perché non sottoposti allo stress delle celle frigorifere e del trasporto aereo.  Se in tanti ammettono candidamente di non aver mai pensato alla provenienza dei fiori che acquistano è altrettanto vero che si percepisce un entusiasmo sincero davanti alla varietà dei nostri fiori e al loro profumo e questo mi fa ben sperare per i prossimi anni. 

Da poco tu ed altre flower farmers avete creato un collettivo, quanto è importante fare rete e avere una comunità con cui condividere fatiche e successi?

Il collettivo IFF – Italian flower farmers è un gruppo attualmente formato da 6 flower farms. Siamo tutte localizzate nel nord Italia, al momento (Asti, Bergamo, Como, Pavia, Piacenza, Varese) e siamo molto diverse per dimensioni dell’azienda, microclima, esperienza e gusti personali ma condividiamo gli stessi principi di base e soprattutto condividiamo quotidianamente successi e insuccessi spronandoci e incoraggiandoci a vicenda. Inoltre unendo le nostre produzioni possiamo fare fronte a richieste di fiori per grossi eventi cosa che singolarmente potrebbe essere un po’ complicato. Spesso i produttori richiedono dei minimi d’acquisto che non sono sostenibili da piccole aziende come le nostre quindi raggruppandoci riusciamo a ottenere dei prezzi più interessanti e avere accesso a varietà particolari. 

Dedichi molto tempo alla ricerca sia di varietà di piante da seminare, sia per quanto riguarda lo styling? Quanto è importante conoscere le tendenze di mercato in questo mestiere?

Grazie per questa domanda Carla che mi permette di raccontare la parte che forse amo di più del mio lavoro: la ricerca. Passo molte ore alla settimana selezionando bulbi e sementi dai cataloghi cartacei e on line, vado ove possibile a visitare i campi dei produttori, anche all’estero, testo per una o più stagioni le diverse varietà prima di metterle a disposizione dei miei clienti.     Un bouquet OFF spesso è il frutto di esperimenti durati un paio di anni. Anche la formazione è continua, non rinuncerei mai a un paio di floral workshop all’anno in Inghilterra per migliorarmi nell’arte della composizione floreale. Per quanto riguarda invece le tendenze di mercato sinceramente le ignoro, preferisco avere uno stile che mi rappresenti, che sia riconoscibile ed apprezzato dalla nicchia di pubblico che sono riuscita   a conquistare. 

Molte persone pensano che avere un bel mazzo di fiori in casa sia superfluo, io credo invece che circondarsi di bellezza abbia un grandissimo valore terapeutico ed educativo. Perché secondo te vale la pena di avere fiori freschi nella vita quotidiana?

In questo abbiamo molto da imparare dai paesi del nord e dell’est Europa dove comprare dei fiori fa parte del quotidiano al pari dei generi alimentari. Citazioni e aforismi si sprecano a questo proposito. “ La bellezza salverà il mondo” di Dostoevskij è spesso utilizzata a sproposito ma io ci credo davvero. Credo nel potere terapeutico di acquistare per se stessi un mazzo di fiori, prendersene cura giorno dopo giorno, coglierne la bellezza anche quando i fiori stanno appassendo. Quando usciamo di casa per fare la spesa ricordiamoci di questo antico proverbio: se hai in tasca due soldi, con uno compra del pane per nutrirti e con l’altro un giacinto per nutrire la tua anima

In altri paesi, un esempio su tutti è il Regno Unito, il giardinaggio e i fiori sono culturalmente molto radicati. Secondo te perché in Italia resta ancora prerogativa di pochi? Vedi possibilità di un cambiamento?

Hai centrato un tasto dolente, in Italia pur con un patrimonio botanico di tutto rispetto non c’è una vera cultura del verde. In Inghilterra le professioni legate al giardinaggio godono di grande considerazione, in Italia le scuole professionali per giardinieri sono spesso viste come un ripiego. Sono forse pessimista ma non vedo a breve un’inversione di tendenza nonostante molti giovani stiano ritornando all’agricoltura e questo è un segnale positivo. Nel mio piccolo cerco di sensibilizzare i miei clienti (oltre alla flower farm continuo la mia attività di garden designer) e confido nelle nuove generazioni.

Ci consigli qualche libro (manuale/romanzo,…) che racconti la bellezza dei fiori?

Due libri che consiglio per avvicinarsi al mondo del cutting garden sono quello di Erin Benzakein “Cut flower garden” e quello di Arthur Parkinson “The pottery gardener”

Dove possiamo acquistare uno dei tuoi bellissimi mazzi fioriti?

Per chi fosse interessato  ai miei fiori noi siamo generalmente aperti il sabato mattina (vivaio di Longone Al Segrino) e a breve sarà attivo il nostro shop on line dove i residenti nelle province di Como e di Lecco potranno acquistare bouquet con consegna a domicilio. Forniamo inoltre su base settimanale alcuni fioristi nel raggio massimo di 50 km mentre per eventi come matrimoni consideriamo anche destinazioni più lontane. Partecipiamo inoltre ad alcune mostre mercato di giardinaggio in primavera e in autunno, la lista completa a breve sul nostro sito. 

Grazie Olga per averci raccontato la tua meravigliosa attività che contribuisce a renderci più consapevoli e attenti come consumatori e come cittadini. Potete conoscere ancora meglio Olga’s Flower Farm sul suo sito e sui social.

Sito web: off2017.eu

Instagram: @olgasflowerfarm

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