In punta di piedi nel giardino di Katia, alias VerdiSpiriti

Cari lettori, oggi siamo ancora nella mia regione preferita, il Trentino Alto Adige, e vi porto per mano nel giardino/campo di Katia Stenghel , una appassionata floricoltrice che sta dando vita ad un progetto bellissimo e anche molto particolare. Dopo varie esperienze di cui ci racconterà, ha deciso di coltivare in proprio e di dedicarsi a una sua passione, l’intreccio di ceste con materiali naturali locali. Questa piccola azienda mi sembra molto interessante sia per la scelta di coltivare con metodi naturali, sia perché rientra nell’economia a km0, ovvero con un bassissimo impatto ambientale.

Ciao Katia, grazie per avermi dedicato un po’ del tuo tempo. Innanzitutto vorrei chiederti come sei arrivata alla passione per il giardinaggio e la Natura?

Grazie a te Carla per ospitarmi sul tuo blog. La presenza della natura nelle mie giornate è sempre stata qualcosa di scontato fin da quando ero bambina, vivendo in un piccolo paese e a pochi metri dai boschi. Dopo qualche anno di vita inseguendo altri interessi e vivendo in diverse città ho iniziato a guardare la natura con un nuovo interesse. Grazie agli studi in architettura che mi avvicinarono al mondo dei giardini; grazie a mio padre in pensione che aveva iniziato a dedicarsi al suo nuovo orto-giardino, grazie anche alle associazioni locali che mi hanno coinvolto in un orto comunitario, corsi e serata su orti bio, erbe e conservazione dei semi … ho iniziato ad interessarmi di piante.

Ho letto sul tuo sito che hai fatto diverse esperienze come wwoofer e anche una stagione al Pflegerhof, cosa ti hanno lasciato queste esperienze? Le consiglieresti a ragazzi che vogliano capire se l’agricoltura è la loro strada?

Sono state tutte esperienze meravigliose e da cui ho imparato tantissimo, molto consigliabili. Fare il volontario wwoof è un’avventura. Ogni fattoria è diversa, ci sono quelle più organizzate e quelle un po’ più caotiche o alle prime armi. Si dà una mano nel lavoro, ma anche nella vita domestica, si condividono momenti conviviali e momenti di difficoltà di chi ti ospita. A volte ci si diverte molto e a volte si pensa “meno male che resto ancora per poco”… La possibilità di visitare diversi posti, anche se per poche settimane, mi ha permesso di confrontare diversi modi di vivere l’agricoltura, e di farmi un’idea.

Lavorare in un’azienda agricola a tempo pieno per diversi mesi invece mi ha permesso di sperimentare maggiormente la fatica del lavoro in campagna e di imparare molto riguardo ad uno specifico settore. Quando sono in difficoltà spesso il pensiero e le storie delle persone che ho conosciuto (alcune grandi esempi di pazienza e costanza) mi accompagnano e mi danno forza.

Come mai hai deciso di avviare un’attività come flower farmer? Qual è la tua visione di questa impresa?

Nel mio vagare fra esperienze di orticoltura e giardinaggio ho fatto alcuni incontri: con Andrea, una coltivatrice di fiori tedesca con cui trascorsi due settimane come volontaria; con un articolo che parlava di Puscina Flowers, sulla rivista online Blossomzine; con Giulia, appassionata giardiniera che da anni usa fiori locali per creare bellissime composizioni e che mi invitò ad aiutarla in un paio di occasioni.

Così mi venne voglia di seminare qualche fiore in più nel campo che stavo coltivando a verdure, oltre alle solite tagete e calendule, e di raccoglierli per creare. Quello stesso anno fui costretta a cambiare il mio vecchio cellulare e mi si aprì il mondo delle flower farms tramite istagram. L’anno successivo naque il mio progetto. Per me è stato un punto di incontro fra la passione per il coltivare e il mio lato più creativo.

La mia visione di flower farm è quella di un’azienda dove si coltiva nel rispetto della natura e della stagionalità, in modo biodiverso e allegro, per il mercato locale.

Spesso vendi i tuoi bellissimi fiori sotto casa, agli abitanti del paese. Come ti relazioni con loro? Capiscono il valore della tua filosofia e del tuo prodotto rispetto all’economico ma inquinante mazzo del supermercato?

Penso che, nella maggior parte dei casi, chi ha acquistato fiori da me e ha continuato a farlo durante l’estate abbia apprezzato la proposta più etica ed ecologica. Forse alcune persone sono state attratte invece dai fiori insoliti, dai colori, dalla creatività nel combinarli, più che dalla sostenibilità…questo è possibile. Penso che, nella maggior parte dei casi, chi ha acquistato fiori da me e ha continuato a farlo durante l’estate abbia apprezzato la proposta più etica ed ecologica. Forse alcune persone sono state attratte invece dai fiori insoliti, dai colori, dalla creatività nel combinarli, più che dalla sostenibilità…questo è possibile.

Sei anche creatrice di ceste intrecciate con materiale naturale, un antico sapere che si sta perdendo. Quanto è importante per te preservare questa cultura manuale?

A dire il vero, intreccio soprattutto perché mi piace. C’è chi dice che quando si inizia ad intrecciare si sperimenta un benessere dato dal riscoprire movimenti che sono depositati nel nostro DNA. E infatti l’arte dell’intreccio si sta diffondendo nuovamente anche da noi. Sono sempre di più le persone, anche giovani, che vogliono imparare e molti i corsi organizzati in tutta Italia e all’estero, sia per principianti, sia per acquisire tecniche più avanzate.

Quali sono i fiori che ti danno maggiore soddisfazione e quelli che consiglieresti a chi vuole creare una piccola area per fiori da taglio nel proprio giardino?

Le dalie sono state la grande soddisfazione della scorsa estate. Non è difficile coltivarle, però serve una cantina dove conservarle nei mesi invernali perché i bulbi temono il gelo. Per il periodo primaverile potete coltivare narcisi e tulipani, e poi allium. Per l’estate le cosmee non possono mancare, sono annuali, ma si riseminano abbondantemente (se non le raccogliete tutte!). Anche la Nigella damascena è molto bella, però fiorisce solo una volta, poi rimangono le capsule ottime da seccare. Le zinnie invece sono molto prolifiche e disponibili in colori fantastici. L’ Ammi visnaga e la Scabiosa atropurpurea sono altre specie facili e interessanti che vi consiglio di provare.

Credi che il fiorire di attività che seguono la filosofia slow flowers sia un fenomeno effimero limitato alla passione di pochi temerari o che prenderà piede radicandosi nella cultura italiana come in quella di molti altri paesi europei?

Io penso che questa cultura si radicherà. Anche se ancora una minoranza, sono sempre di più le persone consapevoli dell’importanza di fare scelte di acquisto più sostenibili e di supportare un’economia locale.Io penso che questa cultura si radicherà. Anche se ancora una minoranza, sono sempre di più le persone consapevoli dell’importanza di fare scelte di acquisto più sostenibili e di supportare un’economia locale.

Che progetti hai nel tuo campo – giardino per la prossima stagione?

Dopo un primo anno all’insegna delle novità e delle forti emozioni, questa stagione sarà più che altro di assestamento. Avrò un po’ meno tempo rispetto all’anno scorso (ho iniziato un lavoro part-time nel frattempo). E quindi mi dedicherò soprattutto a consolidare quello che ho imparato e a cercare di organizzare meglio il lavoro. Ho introdotto qualche nuova varietà e acquistato le prime rose inglesi. In autunno mi piacerebbe introdurre anche delle nuove peonie. Si procede a piccoli passi.Dopo un primo anno all’insegna delle novità e delle forti emozioni, questa stagione sarà più che altro di assestamento. Avrò un po’ meno tempo rispetto all’anno scorso (ho iniziato un lavoro part-time nel frattempo). E quindi mi dedicherò soprattutto a consolidare quello che ho imparato e a cercare di organizzare meglio il lavoro. Ho introdotto qualche nuova varietà e acquistato le prime rose inglesi. In autunno mi piacerebbe introdurre anche delle nuove peonie. Si procede a piccoli passi.

Il Trentino è visto da molti come luogo di Natura incontaminata, ma sappiamo dalle fonti locali che l’inquinamento è anche lì un grosso problema, legato anche alla produzione di frutta che per essere competitiva sul mercato deve essere perfetta secondo criteri rigidissimi. Cosa possiamo fare come abitanti e come turisti per sostenere un approccio più ecologico?

Possiamo orientare le nostre scelte di consumi verso i produttori impegnati nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Dobbiamo informarci cercando di conoscere direttamente le realtà virtuose, alcune delle quali propongono anche possibilità di visite ed ospitalità turistica. Forse sarò troppo ottimista, ma penso che – anche se molti produttori sono ancora scettici – la conversione al biologico sarà il futuro delle coltivazioni di mele, con varietà più resistenti di quelle attuali. E ci sarà anche una maggiore differenziazione delle colture; non solo mele, ma anche altri frutti, ortaggi, cereali…fiori. Possiamo orientare le nostre scelte di consumi verso i produttori impegnati nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Dobbiamo informarci cercando di conoscere direttamente le realtà virtuose, alcune delle quali propongono anche possibilità di visite ed ospitalità turistica. Forse sarò troppo ottimista, ma penso che – anche se molti produttori sono ancora scettici – la conversione al biologico sarà il futuro delle coltivazioni di mele, con varietà più resistenti di quelle attuali. E ci sarà anche una maggiore differenziazione delle colture; non solo mele, ma anche altri frutti, ortaggi, cereali…fiori

Dove possiamo acquistare i tuoi fiori? É possibile visitare la tua flower farm?

I fiori che coltivo sono disponibili su prenotazione e in momenti di vendita diretta che comunicherò in base all’andamento della stagione. Per ora non sono ancora previste visite guidate in campo o in giardino, però mi piacerebbe molto poterle proporre in futuro.

Grazie Katia per averci raccontato la tua avventura! Per seguire VerdiSpiriti potete usare questi Link

Sito web: https://verdispiriti.com/

Instagram: https://www.instagram.com/verdispiriti/

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