Cronache marzoline #3: del cavolo non si butta via niente

Rimanere nel presente è l’unica strategia che conosco che sia davvero efficace per non deprimersi e non essere in preda all’ansia. Se in momenti di grande agitazione è difficile sedersi e meditare, faccio un altro tipo di meditazione, attivo le mani. Così le mie mani sono sempre impegnate, secche, screpolate, sporche di terra o di farina. Mani pulite, ansia. Mani sporche, mente salda. Cerco di non pensare al futuro, di vedere notizie solo da fonti ufficiali, di scansare le decine di articoli postati da tutti ovunque. Ma potrei impegnarmi di più in questo. Rimango nel presente, quando e quanto possibile.

I cavoli toscani stanno andando a seme e quindi stanno per fiorire, così ho raccolto qualche infiorescenza che ho cotto a vapore. E’ il caso di dire che del cavolo non si butta proprio via niente. Sono tenerissime e saporite, le mie galline ve lo possono confermare. Poi ho svuotato tutti il ripiano delle farine e dei cereali, per fare la conta dei pacchetti mezzi vuoti, e per finirne 3 riemersi dall’oblio ho impastato acqua e farina per fare i ravioli al vapore, riempiti di porro, carota, cavolo tritati, zenzero grattugiato e di granulato di soia, un altro residuato ante guerra, è il caso di dirlo. Rinvenuto il granulato nel brodo, ho tritato le verdure e saltato tutto in padella, poi lasciato raffreddare. Intanto ho steso l’impasto sottile e tagliato dei dischi, poi ho riempito e chiuso i ravioli. Normalmente li avrei cotti al vapore, ma essendo un piatto unico ne avevamo troppi, così li ho lessati in acqua bollente e raccolti con una ramina a maglia larga. Li ho conditi con una salsina di aceto di riso, olio, sesamo tostato e salsa di soia. Ci avrei messo anche del peperoncino, ma non piace a tutti qui in casa.

Lascerò andare a semente qualche cavolo, per provare a riseminarli appena possibile. Nel mio semenzaio è tutto uno straripare di piantine, ma il super caldo di questi giorni e il freddo notturno mi rendono arduo il compito di capire quanto e come annaffiare, sto cercando di non lessare o seccare tutto, non è facile, è la prima volta che parto da seme per tutto. I pomodori sono abbastanza antipatici, a dire il vero, mi sa che ho già fatto fuori qualche piantina, le bietole e le rape invece sembrano essere meno esigenti, almeno per ora. Le zucche, i cetrioli e le zucchine stanno iniziando a uscire dal terriccio solo ora, ma va bene, sono previsti giorni freddissimi e prima di un mese non se ne parla di finire nell’orto. Devo anche finire di vangare l’aiuola per le zucche, ma è una fatica da orsi (o da orti), non piove mai e l’argilla è durissima. Un pezzettino alla volta, ogni giorno un po’. Per rimanere nel presente. Quest’anno ci sono anche tanti uccelli nuovi, è il primo anno. Mi piace ascoltare il loro canto e cercare su youtube di identificarli, ma non ho grande successo per ora. Quale uccello canta come il cigolio di un cancello, lo sapete?

Grazie giardino, senza di te non so se sarei ancora sotto controllo.

Tu come rimani nel presente?

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